Questa angioletta dal celesto regno
discesa in terra, d'immensa bellezza
alluma el mondo con tanta chiarezza
che <d'>ogni altro splendor trapassa el segno.
E quando guardo a sua bellezza e vegno
di penser in penser a quella altezza
del sommo Ben e dico: – O che dolcezza
d'esser a vedere Te, Signor mio degno!
S'egli è beato chi questa angioletta
nel so bel vel mortal pò mirar fiso,
qual seran quei che Te contemplaranno? –
Nulla cosa mortal più mi diletta
che sintir l'ermonia del dolze riso
e mirar gli occhi che legato m'hanno.