O ciel, o stelle, o mia fortuna rea,
che fatto ho io, sì me siti avversi?
Mutito fusse quando i labri apersi
a chieder quel che aver in man credea!
Una gran speme prima me tenea,
or l'ho perduta, e par che si riversi.
Ver mi pietà, ohimé, ch'io non soffersi
molti anni fa <sì> avara sta monea.
Non credo che mai vita, studi e fede,
pinsier o fatti merti negativa
a prieghi onesti! Però ben se vede
che sarò infortunato finché viva,
se non me aiuta in ciò la tua mercede,
la qual de so favor già nullo priva.
Se ma' alcuna diva
te fo pietosa, e tu ne avisti spoglio,
seccorre a mi, o sir mio Bentivoglio!