Pervenut'è, insin nel secul nostro,
che tante volte il cuor di Prometeo
con l'altre parti dentro si rifeo,
di quante se ne pasce un duro rostro;
il che parria forse terribil mostro,
se non fesse di me simil trofeo
sovent'Amor, ch'a scriverlo poteo
far del mio lagrimar penna e inchiostro.
Io piango, e sento ben che 'l cor si sface;
e allor, quand'egli è per venir meno,
debile, smunto e punto per l'affanno,
o Dio! nascoso sento che 'l riface
el mio destin: laonde eterne fieno
le pene che mi disfano e rifanno.