«Che fabrichi? che tenti? che limando
vai le catene, in che tu stesso entrasti»,
mi dice Amore, «e te stesso legasti
senza mio prego e senza mio comando?
Che latebra, che fuga vai cercando
di drieto a me, al qual tu obligasti
la fede tua, allor che tu mirasti
l'angelica bellezza desiando?
O stolte menti, o animali sciocchi!
poi che t'avrai co' tua inganni sciolto
e volando sarai fuggito via,
una parola, un riso, un muover d'occhi,
un dimostrarsi lieto il vago volto
farà tornarti più stretto che pria».