Diana, gli aspri fuochi temperante con le sue onde, e con arco protervo chi la volesse offender minacciante, indarno mai di quel non tira nervo
ver chi le spiace, sì come Atteone il sentì tristo, convertito in cervo. Con dritta lista a ciascun sua ragione di dar le piace, e fa sì che Astrea
giusta non fa d'alcuno eccezione. Chi segue i suoi piacer convien che stea a tal dover con l'animo subietto: che quel ch'a sé non vuol altrui non dêa,
seguendo sempre in sé il viver retto sanza offender altrui, ognor rendendo a ciascun quel ch'è suo con sano effetto. Costei, di spada armata, in man tenendo
giusta balluca, graziosamente l'umile exalta, il superbo premendo. Quando costei è nel mondo possente, la matta cupidezza e disfrenata,
madre di brighe e di quistion movente, è sì da lei col suo valor recata che' termini non passa del dovere che del passar non sia tosto purgata.
E se la gente che vive, in calere, come conviensi, l'avesser, già mai nullo s'avria con ragion da dolere. Ma i dolenti che ad etterni guai
disposti sono e ogni dì più presso si fanno a que' che lor saran sezzai, al barattare occulto ognuno è messo, in voce aperta chiamando costei
che di ciel nota di ciascun l'eccesso; la quale a tempo ancor verrà, con lei l'ira di Giove scendendo focosa, e sanza aver pietà punirà i rei.
E giusto è che chi lei graziosa non ha voluta, con aspra vendetta crudel la senta sopra sé crucciosa; e io la cheggio sì che chi l'aspetta,
benigno goda; e gli altri tribolati da crudi affanni muoian con lor setta, lasciando in pace qui poi i beati.
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