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1313–1375

XLV

Giovanni Boccaccio

«O iniquo uomo, o servo disleale, di che ti duol? di che vai lagrimando? di che Amor e me vai biasimando quasi cagion del tuo noioso male?

Qual arco apers'io mai, o quale strale ti saettai? quai prieghi, o dove, o quando ti fur fatti per me, che, me amando, mi dessi il cor, di cui sì or ti cale?

Pregastu me, e sconiurasti Amore ch'io t'avessi per mio: qual dunque inganno, qual crudeltà t'è fatta? del mio onore mi cal più troppo che del tuo affanno».

Così Fiammetta par talor nel core mi dica; ond'io mi doglio e hommi il danno.

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XLV · Giovanni Boccaccio · Poetry Cove