«O iniquo uomo, o servo disleale,
di che ti duol? di che vai lagrimando?
di che Amor e me vai biasimando
quasi cagion del tuo noioso male?
Qual arco apers'io mai, o quale strale
ti saettai? quai prieghi, o dove, o quando
ti fur fatti per me, che, me amando,
mi dessi il cor, di cui sì or ti cale?
Pregastu me, e sconiurasti Amore
ch'io t'avessi per mio: qual dunque inganno,
qual crudeltà t'è fatta? del mio onore
mi cal più troppo che del tuo affanno».
Così Fiammetta par talor nel core
mi dica; ond'io mi doglio e hommi il danno.