Se Zefiro omai non disacerba
il cor aspro e feroce di costei,
più mai non spero, per cridar omei,
trovar riposo a la mia pena acerba.
Ma, sì com'el rinnova i fiori e l'erba
e piante state morte mesi sei,
così porria far dolc'e verde lei,
pietosa in vista, in fatti men superba.
Questa speranza sola ancor mi resta,
per la qual vivo, ingagliardisco e tremo
dubbiando che la morte non me invole.
Ond'io, prima che venga al punto estremo,
fortuna prego non me sia molesta
cotanto ai piacer mei quanto la suole.