Skip to content
1313–1375

[XLI]

Giovanni Boccaccio

Io son luce del cielo unica e trina, principio e fine di ciascuna cosa: deh, qual men fu, né fia nulla, vicina? E sì son vera luce e graziosa,

che chi mi segue non andrà giammai errando in parte trista o tenebrosa, ma con letizia agli angelici rai mi seguirà nelle divizie etterne,

servate lor d'allor ch'io le creai. Chi di me parla, alle cose superne la mente avendo con intero core, spregiando il mondo e le cose moderne,

c'hanno potenzia di trarre in errore gli animi puri, io son sempre con loro, loro infiammando più del mio ardore. Adunque a voi, o grazioso coro,

sia pace, e ben dimorate sicure: non vi spaventi il mio venir sonoro né l'alta luce in queste parti oscure.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
[XLI] · Giovanni Boccaccio · Poetry Cove