Dormendo, un giorno, in sonno mi parea
quasi pennuto volar verso il cielo
drieto all'orme di quella, il cui bel velo
cenere è fatto, e ella è fatta dea.
Quivi sì vaga e lieta la vedea,
ch'arder mi parve di più caldo gelo
ch'io non solea, e dileguarsi il gelo
ch'in pianto doloroso mi tenea.
E, guardando, l'angelica figura
la man distese, come se volesse
prender la mia; e io mi risvegliai.
Oh quanta fu la mia disavventura!
Chi sa, se ella allor preso m'avesse,
e s'io quaggiù più ritornava mai?