«Era 'l tuo ingegno divenuto tardo
e la memoria confusa e smarrita
e l'anima gentil quasi 'nvilita
driet'al riposo del mondo bugiardo;
quando t'accese 'l mio vago riguardo
e suscitò la virtù tramortita,
tanto ch'io t'ho condotto ove s'invita
al glorioso fin ciascun gagliardo.
In te sta el venir, se l'intelletto
aguzzi, driet'a me, che la corona
ti serbo delle frondi tanto amate.
Che farai? vienne!» mi dice nel petto
la donna per la quale Amor mi sprona:
e io mi sto, tant'è la mia viltate.