O sacre Muse, le quali io adoro
e con digiuni onoro e vigilando,
di voi la grazia in tal guisa cercando
qual l'acquistaron palidi coloro
a' quai poi deste il grazioso alloro
in sul fonte castalio poetando,
i versi lor sovente esaminando
col vostro canto sottile e sonoro,
io ho ricolte della vostra mensa
alcune miche da quella cadute,
e come seppi qui l'ho compilate;
le quai vi priego che voi le portiate
liete alla donna in cui la mia salute
vive, ma ella forse nol si pensa,
e con lei insieme il nome date e 'l canto
e 'l corso ad esse, se ne le cal tanto.