Perché l'eterno moto sopraditto
ciascun pianeto in sé rapido tiri,
divis'in parte per li moti giri,
sì come scrive il gran dottor d'Egitto:
né per combustion d'alcun, che vitto
sia dai raggi delli accesi ardiri
di febo che sostenne li martiri
da sua sorella opposta al corso dritto:
nessun sarà, se Iddio non gliel permette,
che attento e fiso guardi la figura
del cielo adorno delle luci elette;
nel qual si può notar quanto sicura
e ferma nostra vita star s'aspette
nel fragil mondo opposto a sua natura.
Se l'intelletto umano è prode e saggio,
corso di stella non può farli oltraggio.