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1313–1375

RISPOSTA DEL PETRARCA

Giovanni Boccaccio

Perché l'eterno moto sopraditto ciascun pianeto in sé rapido tiri, divis'in parte per li moti giri, sì come scrive il gran dottor d'Egitto:

né per combustion d'alcun, che vitto sia dai raggi delli accesi ardiri di febo che sostenne li martiri da sua sorella opposta al corso dritto:

nessun sarà, se Iddio non gliel permette, che attento e fiso guardi la figura del cielo adorno delle luci elette; nel qual si può notar quanto sicura

e ferma nostra vita star s'aspette nel fragil mondo opposto a sua natura. Se l'intelletto umano è prode e saggio, corso di stella non può farli oltraggio.

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