Sogliono i lieti tempi esser cagione di dolci versi, canzon mia pietosa, ma te nella mia grave afflizione ha tratto amor dell'anima dogliosa
contra natura, né ne so ragione se non venisse da virtù nascosa, spirata e mossa dal sommo valore di nostra donna nel trafitto core.
Costei, sì com'io so, ché spesso il sento, mi può far nulla e molto da più fare che io non sono, e quinci l'argomento della cagion del tuo lungo parlare
credo che nasca, ed io me ne contento che più da ciò che dalle doglie amare venuto sia; ma che che si sia stato, noi siamo al fine da me disiato.
Noi siam venuti al porto, il qual cercando ora fra scogli ed or per mare aperto, con zefiro e con turbo navigando, andati siam, seguendo per lo 'ncerto
pelago l'alta luce e 'l venerando segno di quella stella, che esperto fa ogni mio pensiero al fin dovuto, e fé poi che da me fu conosciuto.
Estimo dunque che l'ancore sieno qui da gittare, e far fine al cammino, e quelle grazie con efietto pieno, che render dee il grato pellegrino,
a chi guidati n'ha qui rendereno; e sopra il lito, ch'ora n'è vicino, le debite ghirlande e gli altri onori porremo al legno delli nostri amori.
Poi tu, posata alquanto, te n'andrai alla donna gentil della mia mente: oh, te felice che la vederai quel ch'io non posso far, lasso dolente!
E come tu nelle sue man sarai con festa ricevuta, umilemente mi raccomanda all'alta sua virtute, la qual sola mi può render salute.
E nell'abito appresso lagrimoso nel qual tu se', ti priego le dichiari negli altrui danni il mio viver noioso, li guai e li sospiri e' pianti amari
ne' quali stato sono e sto doglioso, poi che de' suoi begli occhi i raggi chiari mi s'occultaron per la sua partenza, ché lieto sol vivea di lor presenza.
Se tu la vedi ad ascoltarti pia nell'angelico aspetto punto farsi, o sospirar della fatica mia priegala quanto puoi che ritornarsi
omai le piaccia, o comandar che via da me l'anima deggia dileguarsi, per ciò che dove ch'ella ne deggia ire, me' che tal vita m'è troppo il morire.
Ma guarda che così alta ambasciata non facci sanza Amor, ché tu saresti per avventura assai male accettata, ed anche ben sanza lui non sapresti;
se seco vai, sarai, credo, onorata. Or va', ch'io priego Apollo che ti presti tanto di grazia ch'ascoltata sii, e con risposta lieta a me t'invii.
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