Skip to content
1313–1375

LXXXV

Giovanni Boccaccio

Quand'io riguardo me, vie più che 'l vetro fragile, e gli anni fuggir com'il vento, sì pietoso di me meco divento, che dir nol porria lingua non che metro,

piangendo il tempo, ch'ho lasciat'arietro mal operato, e prendendo spavento de' casi, i quai talora a cento a cento posson del viver tormi il cammin tetro.

Né mi può doglia, per ciò, né paura la vaga donna trarmi della mente, dov'Amor disegnò la sua figura. Per che, s'io non m'inganno, certamente

la fine a quest'amor la sepultura darà, e altro no, ultimamente.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
LXXXV · Giovanni Boccaccio · Poetry Cove