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1313–1375

LXXXIX

Giovanni Boccaccio

Poco senn'ha chi crede la Fortuna o con prieghi o con lacrime piegare, e molto men chi crede lei fermare con senno, con ingegno, o arte alcuna.

Poco senn'ha chi crede atar la luna a discorrer il ciel per suo sonare, e molto men chi ne crede portare, morendo, seco l'or che qui raguna.

Ma più ch'altri mi par matto colui ch'a femina, qual vogli, il suo onore, sua libertà e la vita commette. Elle donne non son, ma doglia altrui,

senza pietà, senza fé, senz'amore, liete del mal di chi più lor credette.

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