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1313–1375

LXXXIV

Giovanni Boccaccio

Sì fuor d'ogni pensier, nel qual ragione passeggi o stia, seguendo l'appetito è il mio folle pensier del tutto uscito, che paura nol può né riprensione,

né ancora colei che n'è cagione, avendo il suo bel viso assai seguito, ritrar dal corso, nel quale smarrito corro all'ultima mia destruzione.

Così fa, lasso, negli anni migliori il creder troppo al fervente desio e l'invescarsi in le reti d'amore; che, quando vuol, non può poi degli errori

disvilupparsi il misero, che Dio e sé offende, e vive male e muore.

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