Dietro al pastor d'Ameto alle materne
ombre scendea quel che ad Agenòre
furtò la figlia, quella il cui valore
nei mur troiani ancora si discerne,
quando tal donna, quale ad Oloferne
con tristo augurio si arse il fero core,
m'apparve, accesa con quello splendore
ch'è terza luce nelle rote eterne.
E femmi tal, vezzosa riguardando,
qual fé Cupido la figlia di Belo,
stando ella attenta e Enea ragionando.
Laond'io ardo, e ardendo del gelo
che sentì Biblis temo, imaginando
che 'l vestir bruno e il candido velo
non la faccia crudel ovvero onesta,
oltre el disio che per lei mi molesta.