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1313–1375

LXXIII

Giovanni Boccaccio

O miseri occhi miei più ch'altra cosa, piangete omai, piangete, e non restate: voi di colei le luci dispietate menasti pria nell'anima angosciosa,

ch'ora disprezza; voi nell'amorosa pregion legaste la mia libertate; voi col mirarla più raccendevate il cor dolente, ch'or non truova posa.

Dunque piangete, e la nemica vista di voi spingete col pianger più forte, sì ch'altro amor non possa più tradirvi. Questo desia e vuol l'anima trista,

perciò che cose grave più che morte l'ordisti già incontro nel seguirvi.

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