O miseri occhi miei più ch'altra cosa,
piangete omai, piangete, e non restate:
voi di colei le luci dispietate
menasti pria nell'anima angosciosa,
ch'ora disprezza; voi nell'amorosa
pregion legaste la mia libertate;
voi col mirarla più raccendevate
il cor dolente, ch'or non truova posa.
Dunque piangete, e la nemica vista
di voi spingete col pianger più forte,
sì ch'altro amor non possa più tradirvi.
Questo desia e vuol l'anima trista,
perciò che cose grave più che morte
l'ordisti già incontro nel seguirvi.