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1313–1375

LXVII

Giovanni Boccaccio

Poscia che gli occhi mia la vaga vista hanno perduta, il cui lieto splendore ciaschedun mio desir caldo d'amore facea contento in questa valle trista,

dove più noia chi più vive acquista, non curo omai se del dolente core, alma, ten vai, perciò che 'l mio dolore non regolerà mai discreto artista.

Anzi ten va, ch'io, che solea cantare, non vo' pascer l'invidia di coloro a' quai doler solea la mia letizia. Vatten adunque omai, non aspettare

d'esser cacciata, e altrove ristoro prendi, se puoi, di questa mia trestizia.

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