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1313–1375

LXV

Giovanni Boccaccio

Se io temo di Baia e il cielo e il mare, la terra e l'onde e i laghi e le fontane e le parti domestiche e le strane, alcun non se ne dee maravigliare.

Quivi s'attende solo a festeggiare con suoni e canti, e con parole vane ad inveschiar le menti non ben sane, o d'amor le vittorie a ragionare.

E havvi Vener sì piena licenza, che spess'avvien che tal Lucrezia vienvi, che torna Cleopatra allo suo ostello. E io lo so, e di quinci ho temenza,

non con la donna mia sì fatti sienvi, che 'l petto l'aprino e intrinsi in quello.

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