Qualor mi mena Amor dov'io vi veggia,
ch'assai di rado avvien, sì cara siete,
l'anima, piena d'amorosa sete,
come la luce vede, che lampeggia
da' bei vostri occhi, nel pensier vaneggia,
quello sperando ch'ancor non volete,
— ciò è saziarsi, e, come voi vedete,
di mirarvi — focosa, vi vagheggia.
E, com'è stolto il mio vago pensiero,
là ond'io credo refrigerio avere,
accese fiamme attingo a mill'a mille;
ma come cuocan non sento, nel vero,
mentre egli avvien ch'io vi possa vedere:
ma poi, partito, m'ardon le faville.