Dimostra il nono libro apertamente
perché e come Arcita vincitore
sotto al caval cadesse, e il dolore
ch'ebbe di ciò Teseo e ogni gente;
ma, com'el puote, poi triunfalmente
in Attene il ne mena con onore.
Quivi Teseo, parlando, ogni signore
contenta ch'era stato il dì perdente.
Libera poi Emilia Palemone,
il qual, pe' patti fatti nel boschetto,
quivi le fu presentato prigione,
e alti don gli dona; e in cospetto
di ciaschedun notabile barone
la sposa Arcita, come 'n fine è detto.