Nel decimo l'uficio funerale
fanno li greci re a' morti loro;
e Teseo chiama Itmon sanza dimoro,
il qual d'Arcita il mal dice mortale.
Poi Arcita a Teseo racconta quale,
dopo la morte sua, del suo tesoro
il testamento sia; e poi con ploro
quasi con Palemon fa altretale.
Poscia, presente Emilia, seco stesso
del suo morir si dole, e poi con lei;
e ella dopo lui, porgendo ad esso
gli estremi basci con dolenti omei.
Quindi a Mercurio lita e piange appresso,
poi l'alma rende all'immortali iddei.