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1313–1375

LIBRO DECIMO

Giovanni Boccaccio

Nel decimo l'uficio funerale fanno li greci re a' morti loro; e Teseo chiama Itmon sanza dimoro, il qual d'Arcita il mal dice mortale.

Poi Arcita a Teseo racconta quale, dopo la morte sua, del suo tesoro il testamento sia; e poi con ploro quasi con Palemon fa altretale.

Poscia, presente Emilia, seco stesso del suo morir si dole, e poi con lei; e ella dopo lui, porgendo ad esso gli estremi basci con dolenti omei.

Quindi a Mercurio lita e piange appresso, poi l'alma rende all'immortali iddei.

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