Or sei salito, caro signor mio,
nel regno, al qual salire ancor aspetta
ogn'anima da Dio a quell'eletta,
nel suo partir di questo mondo rio.
Or se' colà, dove spesso il desio
ti tirò già per veder Lauretta;
or sei dove la mia bella Fiammetta
siede con lei nel cospetto di Dio.
Or con Sennuccio e con Cino e con Dante
vivi, sicuro d'eterno riposo
mirando cose da noi non intese.
Deh, s'a grado ti fui nel mondo errante,
tirami drieto a te, dove gioioso
veggia colei che pria d'amor m'accese.