Io ho messo in galea senza biscotto
l'ingrato vulgo, e senza alcun piloto
lasciato l'ho in mar a lui non noto,
ben che sen creda esser maestro e dotto:
onde el di sù spero veder di sotto
del debol legno e di sanità voto;
né avverrà, perch'ei sappia di nuoto,
ch'e' non rimanga lì doglioso e rotto.
E io, di parte eccelsa riguardando,
ridendo, in parte piglierò ristoro
del ricevuto scorno e dell'inganno;
e tal fiata, a lui rimproverando
l'avaro senno e il beffato alloro,
gli crescerò e la doglia e l'affanno.