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1313–1375

CXXV

Giovanni Boccaccio

Io ho messo in galea senza biscotto l'ingrato vulgo, e senza alcun piloto lasciato l'ho in mar a lui non noto, ben che sen creda esser maestro e dotto:

onde el di sù spero veder di sotto del debol legno e di sanità voto; né avverrà, perch'ei sappia di nuoto, ch'e' non rimanga lì doglioso e rotto.

E io, di parte eccelsa riguardando, ridendo, in parte piglierò ristoro del ricevuto scorno e dell'inganno; e tal fiata, a lui rimproverando

l'avaro senno e il beffato alloro, gli crescerò e la doglia e l'affanno.

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