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1313–1375

CXXIII

Giovanni Boccaccio

Se Dante piange, dove ch'el si sia, che li concetti del suo alto ingegno aperti sieno stati al vulgo indegno, come tu di', della lettura mia,

ciò mi dispiace molto, né mai fia ch'io non ne porti verso me disdegno: come ch'alquanto pur me ne ritegno, perché d'altrui, non mia, fu tal follia.

Vana speranza e vera povertade e l'abbagliato senno delli amici e gli lor prieghi ciò mi fecer fare. Ma non goderan guar di tal derrate

questi ingrati meccanici nimici d'ogni leggiadro e caro adoperare.

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