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1313–1375

CXVIII

Giovanni Boccaccio

O luce eterna, o stella matutina, la qual chiuder non può Borea né Austro, della nave di Pier timone e plaustro del biforme grifon, che la divina

città lasciò per farsi medicina, pria sé chiudendo nel virginal claustro, del mal che già commise il protoplaustro disubbidendo in nostra e sua ruina;

volgi gli occhi pietosi allo mio stato, Donna del cielo, e non m'aver a sdegno, per ch'io sia di peccati grave e brutto. Io spero in te, e 'n te sempr'ho sperato:

prega per me e esser mi fa degno di veder teco il tuo beato frutto.

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