Quante fiate indrieto mi rimiro,
m'accorgo e veggio che io ho trapassato,
forse perduto e male adoperato,
seguendo in compiacermi alcun desiro,
tante con meco dolente m'adiro,
sentendo quel, ch'a tutti sol n'è dato,
esser così fuggito, anzi cacciato
da me, che ora indarno ne sospiro.
E so s'è conceduto che' mia danni
ristorar possa ancor di bel soggiorno
in questa vita labile e meschina?
Perché passato è l'arco de' mia anni,
e ritornar non posso al primo giorno,
e l'ultimo già veggio s'avicina.