Dante, se tu nell'amorosa spera,
com'io credo, dimori riguardando
la bella Bice, la qual già cantando
altra volta ti trasse là dov'era:
se per cambiar fallace vita a vera
amor non se n'oblia, io ti domando
per lei, di grazia, ciò che, contemplando,
a far ti fia assai cosa leggiera.
Io so che, infra l'altre anime liete
del terzo ciel, la mia Fiammetta vede
l'affanno mio dopo la sua partita:
pregala, se 'l gustar dolce di Lete
non la m'ha tolta, in luogo di merzede,
a sé m'impetri tosto la salita.