– Intento ora ti volgi a riguardare la vendetta di Dio, che non oblia mai fallo alcun che si debbia purgare. Se 'n parer posto forse ad alcun sia
ch'ella si muova con un lento passo, non è così, ma que' troppo disia; o se va forse adagio al tristo lasso ch'aspetta quella per la fatta offesa,
non giova già, ché più grave fracasso segue per quello indugio: sì compesa al fatto fallo, sì che igualmente da ogni parte la bilancia pesa.
Pon mente là: colui che sì vilmente veste e si tien la mano alla mascella, mostrando sé nel sembiante dolente –, incominciò colei, – oh quanto fella
fu l'aspra signoria che 'n Siragusa tenne, mentre per lui si guardò quella! Nel tempo avanti che li fosse chiusa, tiranneggiando fieramente in essa
sanza ricevere o priego o iscusa, tenea la gente sì vilmente oppressa, ch'ognun piangeva e dicer non osava la doglia sua, per tema d'altra ressa.
Oh come fiero li tiranneggiava! e Dionisio fero fu chiamato per la fierezza la quale elli usava. Così avenne che ne fu cacciato
con tanta noia e con tanto furore, ch'a lui parve aver vinto esser campato. Onde fuggendo ad Atena, il dolore mitigato, pensò, per non morire
di fame, farsi in lettera dottore. Nol vedi tu ched e' fa là aprire i libri a' garzonetti e mostra loro com'una lettera altra dee seguire?
Poi guarda avanti nel dolente coro, e vederai Tesaglia sanguinosa del roman sangue mischiato e di ploro. Or guarda quivi, e vedi sconcia cosa
tanti grandi uomin, tanti valorosi esser sommessi a rovina angosciosa. Simile guarda quanto ponderosi son gli alberi del sangue che portati
v'hanno li piè delli uccellon golosi, i qua' prima si son ben satollati de' corpi morti, che sanza alcun foco o sepoltura stan quivi gelati.
Fra folti boschi o tane o altro loco leon né lupo né can par rimaso che non si pasca quivi o molto o poco. Ondeggiar vedi del dolente caso
i tristi fiumi, ed ispumanti, rossi del tristo sangue non isparto in vaso. Riguarda là Pompeo con volti dossi che fuggendo abandona il campo tristo,
ed ancor ve' come a Lesbòs posossi. Se là rimiri, con sembiante misto di lagrime Cornelia accoglier lui vedrai, poi che sconfitto l'ebbe visto;
e vedi ancor come quindi con lui si parte e vanne per mare in Egitto, in sé immaginando che colui dovesse lui ricevere, respitto
avendo al regno che avuto avea da lui: ma 'l suo pensier non venne dritto –. Avanti mi mostrò, dov'io vedea come scendea del suo legno Pompeo,
perché carico troppo li parea, di quello entrando in un che Tolomeo per Achillàs insieme con Futino, sotto spezie d'onor, menar li feo.
In quel già assettato lui meschino, i traditori, alquanto indi lontani, pigliaron lui, quasi al suo mal divino, sì com parea: il capo l'aspre mani
a lui tagliaro, il tronco in mar gittaro, e quello al sir portaron di lor cani. Ivi pareasi ancora il duolo amaro che Codro fece quando vide il busto
del capo, ch'a' Roman fu tanto caro. Onde dolente, povero e vetusto prendea di notte quello, al mio parere, e poi che 'n picciol fuoco lui combusto
sotterrato ebbe secondo il potere in piccioletta fossa, ricoprendo lui del sabbione, con lagrime vere il suo infortunio ripetea piangendo.
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