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1313–1375

Canto XVIII

Giovanni Boccaccio

Io, che veduto lungamente avea le nuove cacce e 'l ritornare al piano e 'l rimontar della turbata dea e lo scender dell'altra ed il sovrano

miracol fatto in non lunga stagione, maraviglioso ad intelletto umano, quasi ripien di nuova ammirazione mi ritrovai di quel mantel coperto

che gli altri usciti dello ardente agone; e vidimi alla bella donna offerto, e di cervio mutato in creatura umana e razionale esser per certo:

ma non ingiustamente, ché natura non mise mai valor né gentilezza quant'è in lei, onestissima e pura. Il viso suo angelica bellezza

del ciel discesa veramente pare, venuta a dare agli occhi uman chiarezza: discreta e saggia nel suo ragionare e signorevol donna nello aspetto,

lieta e baldanzosa nello andare; onde, s'agli occhi mie' dié tal diletto, che, donandomi a lei, uom ritornai di brutta belva, a uomo d'intelletto

non pare ingiusto né mirabil mai, ché l'etterno Signor credo che gioia abbia dicendo in sé: «Io la formai!». Ell'è ispegnitrice d'ogni noia:

e chi la mira ben negli occhi fiso torna pietoso o convien che si moia. Quanta sie la virtù che il bel viso spande in quella parte ove si gira,

sollo io, che per dolcezza son conquiso. Superbia, accidia ed avarizia ed ira, quando la veggio, fuggon della mente, che i contrari lor dentro a sé tira.

Ond'io priego ciascun divotamente, che subbietto è, com'io, a quel signore che ingentilisce ciascuna vil mente, ched e' prieghin per me che nell'amore

di questa donna lungamente io sia, e che io d'onoralla aggia valore; ché simile orazion sempre mai fia fatta per me in servigio di quelli

che allegro possiede o che disia; e per coloro ancor che son ribelli con le lor donne, acciò ch'egli abbian pace e che angoscia più non li flagelli.

Il più parlare omai qui non mi piace, però che in parte più di lode degna serbo di dir con laude più verace quella biltà che l'anima disegna

di quella, per cui son l'altre onorate, e cui servire il cor sempre s'ingegna. E torno a contemplar quella pietate ne' verdi prati e l'altra gran virtute

che questa donna fregia di biltate, da cui ancora spero aver salute.

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