Skip to content
1313–1375

Canto XV

Giovanni Boccaccio

Covella d'Arco a piè del monte s'era tra giunchi e canne con Berita ascosa, Galeota, al lito di quella riviera. E ciascheuna con nota amorosa

sonava un'arpa graziosamente, in voce che il suono è dilettosa. E mentre elle sonavan dolcemente, due cigni bianchi si calar nel loco,

assai vicini a lor, tacitamente. Col capo ad alto giano a poco a poco, appressandosi al suon che piacea loro, faccendo in atti di quel suono il gioco.

Non s'appressaro a lor quasi costoro, ch'essi incapparo ne' tesi lacciuoli, e dalle donne poi sanza dimoro pigliati furon, rimutando in duoli

lor diletti; e altri a quel romore se ne fuggiron con non lenti voli. Ma Mitola Caracciola un astore portava in mano, ardito nello aspetto,

di più vol ch'altro e di maggior valore; e giva andando sopra il ruscelletto, e Zizzola d'Alagna era con lei, un naccaro sonando con diletto.

E mentre che sonando gia costei, usciron più malardi di quelle acque, forte fuggendo davanti da lei: per che lasciar l'astore allor le piacque,

il qual, montato, uno ne ferio, sì che in sull'erba morendo si giacque; e senza tardar punto risalio: mentre se ne scendeva giù calando,

infino in terra con un altro gio. Mitola, andando dietro a quel gridando, e Zizzola con lei, l'astor riprese, co' due malardi al fiume ritornando.

Covella d'Anna i suo' passi distese di dietro ad uno struzzo, che fuggendo gia per lo piano, temendo l'offese. Ma nol poteva tanto andar seguendo

ched e' più non fuggisse, e spesse volte si rivoltava con l'ali battendo. Il molto correre e le frasche folte avevano a Covella tutti i panni

quali stracciati e quali a sé ravvolte; ond'ella, piena e d'ira e d'affanni, tututta ardeva nella faccia accesa, di quello uccel desiderando i danni.

Con più vigor, nuova forza ripresa, seguitandol, si fé prestare un arco, fra sé dolente di cotale impresa; ma dopo molto andare, ad un gran varco

il colse e saettollo, e quegli allora quivi morì con dolente rammarco. Covella il prese sanza più dimora, e tirollosi dietro infino al piano,

riferendol da capo ad ora ad ora, istroncandoli il capo con la mano.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
Canto XV · Giovanni Boccaccio · Poetry Cove