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1313–1375

Canto XIV

Giovanni Boccaccio

Salvossi questa alquanto in alto loco, sonando un corno, raccogliendo i cani, ch'erano avanti, qual molto e qual poco, impingendoli al toro con le mani:

«Ciuffa!» gridava «piglial, buon Pezzuolo, piglial, Dragone, e piglial, Graffiacani!». E poi ch'adesso l'abbaiante stuolo gli ebbe drizzato, quale per la coscia,

chi per l'orecchie li porgeva duolo; e da tutti la mortale angoscia cacciava a suo potere, or coll'un corno ferendo l'uno ed or coll'altro poscia;

e simile co' calci a sé dintorno non ne lasciava nullo appressimare; sì passò prima gran parte del giorno. Tanzella non facea se non gridare

e spesso in fallo saette gittava, non potendoli mai colpo donare. Tuccella Serisal, che quindi andava, un dardo le prestò, e quella allora

con tutta la sua forza li gittava. Nel mezzo de' duo corni, un poco fora, li colse con tal forza che si fisse e quivi si morì sanza dimora.

Trasseli quella il core, e poscia disse: «Tuccella, andiamo ove ti piace omai, ch'io me n'andrei contenta s'i' morisse». Disse Tuccella: «Certo ragion hai,

sì fatta pugna hai vinta»; e preser via al traverso del monte, e giro assai pria che trovasser bestia, tuttavia mirando ogni cespuglio; e, sì andando,

Caterina Carafa in compagnia preser con loro; e givan ragionando del lor cacciare e de' loro accidenti, una parola poi l'altra tirando.

Ma con le punte agute in sé battenti videro a loro un istrice vicino, che ruppe loro i lor ragionamenti; e, fermatasi quivi nel cammino,

Tuccella aperse l'arco e lui ferio, e di quel colpo si morì il tapino. Caterina Carafa allor seguio con li suo' cani un caprio, che fuggiva

quanto potea al monte con disio; ma li can di Covella, che reddiva al pian, trovaron quello, onde fu morto da Caterina, che forte il seguiva.

Prendeva al piano mirabil diporto Catrina Sighinolfi sopra il lito del fiumicello, il cui correre è corto. Ell'avea funi nel fondo pulito

del fiume poste con lacci ravvolte per un'idra pigliar da lei sentito; la quale, dando per lo fiume volte, incappò in quella, onde costei ridendo

la tirò suso; e risersene molte con lei insieme, lo 'ngegno vedendo.

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