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1313–1375

Canto XII

Giovanni Boccaccio

Marella Piscicella, che vicina a costoro era, udì il lor romore, e con le sue compagne ancor Dalfina. Corsero adunque tutte con furore

in quella parte, e trovaron coloro quasi smarrite tutte del tremore. Allora s'accostò Dalfina a loro, dicendo: «Che vedeste, che non pare

che 'n questa vita facciate dimoro?». Iacopa allora cominciò a parlare: «Omè, che 'n questa buca è un serpente, terribil cosa pure a riguardare».

Disse Dalfina: «Non dubbiar niente: noi siam qui con buon cani e ben armate: ben lo potremo uccider salvamente». Iacopa, le compagne assicurate,

allor rispuose: «Sed e' v'e in piacere, alquanto el mio consiglio seguitate». Disse Dalfina: «Dì il tuo parere!». Iacopa stette allora e pensò un poco,

e poi rispose: «Questo è 'l mio volere: mettiamo in questa buca acceso foco; la fiamma e 'l fumo lui uccideranno o 'l cacceranno fuor di questo loco.

Se forse fuor di qua uscir lo fanno, le vostre lance e le saette preste con voi abbiate, se non vogliam danno». A tal consiglio s'accordaron queste,

e ritirar li cani e fiamme accese misser nel luogo della fiera peste. Sostenne quella alquanto queste offese; poi, non potendo avanti sofferire,

fuori furioso si gittò palese. Ciascuna allora il cominciò a ferire, e' cani l'addentar, de' quali assai dintorno a sé co' denti fé morire.

Ma non gli valse; ché gli ultimi guai gli apparecchiava quella che seguita era dall'altre, com'io avvisai. Con greve colpo gli levò la vita

con una lancia Iacopa, e la testa gli tagliò poi vigorosa e ardita. E mentre che di ciò facevan festa, ben sei altri n'usciron piccioletti,

figliuoi di quel, con noiosa tempesta. Con lieve affanno a morte fur costretti, perché già el fumo gli avea consumati mentre da quel nel buco eran distretti.

Così da queste tututti pigliati li vidi e morti; ond'io ad altra cosa rivoltai gli occhi già di quel saziati; e, al ponente, vidi valorosa

Zizzola Faccipecora andar suso, leggiadra, bella, gaia e poderosa. Ma nel bel monte delle frondi chiuso non andò guar con li suo' can guardando,

ch'un leopardo, lieve oltre a nostro uso, l'apparve avanti, ver di lei andando.

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