Quella ch'avante all'altre la seguiva mi par ch'era Marella Passerella, a cui Gostanza Galeota giva di dietro e Mariella Piscicella;
Dalfina di Barasso ancora v'era, e dopo lei de' Brancazzi Vannella, salendo per la nuova primavera. Ma a quel monte ch'è inver ponente
si dirizzava più piacente schiera; ch'io vidi all'altre andar principalmente Zizzola Faccipecora, la quale vidi seguir, se ben mi torna a mente,
ardita assai Tuccella Serisale, e Biancola Carafa dopo lei con Caterina, nello andare eguale. Veniva appresso di dietro a costei
Giacopella Embriaca, e dell'Acerra Tanzella graziosa conoscei. Ma, se la mia memoria non erra, Catrina Sighinolfi alla campagna
si volse rimaner, pigliando terra; a cui Covella d'Anna s'accompagna e Mitola Caracciola e Berita Galeota e Zizzola d'Alagna:
Covella d'Arco ancor v'era, fornita di buono uccel ciascuna, e se n'andaro all'altre che nel luogo avean partita. Marella e l'altre ardite incominciaro
la caccia forte dietro ad un castoro, che nel vallon, dove giro, trovaro. Ma Vannella Bolcana fra costoro più presta fu con buon can seguitando,
per ch'ella 'l prese prima di coloro. E mentre che l'andavan si cercando, Mariella si fisse ed ascoltava che fosse ciò ch'ell'udiva mugghiando.
E quanto più nella foresta entrava più il mugghiar vicin li si faceva, di ch'ella forte si maravigliava. Né conoscer di lor nulla poteva
ciò che là fosse; ma Serella disse ch'uno olifante udir le pareva giacere in terra: onde ciascuna fisse il passo dubitando, e dilivrarsi
per gire ad esso, che che n'avvenisse. E come alquanto ver quello appressarsi, giacendo in terra lo videro stare, né si poteva in modo alcun levarsi.
Cessossi allor da loro il dubitare, e correndoli sopra con la scure lance e saette 'ncominciargli a dare. Ucciso quel, ritornaron sicure,
ed a Marella presentar la testa, che lor guida era nelle vie oscure. Quella ne fece mirabile festa, dicendo: «I cacciator, ch'ebbero affanno
con loro ingegni forse a prender questa, trovandola esser presa si dorranno».
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