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1313–1375

Canto VIII

Giovanni Boccaccio

Andando queste intorno al fiumicello, e Giovannola Coppola con loro, per far levar malardo o altro uccello, del lito si levò sanza dimoro

una gran gru e volando salio tanto ch'a pena la vedean costoro. Ma il girfalco tosto la seguio, e più presto di lei salito ad alto,

in giù volando, forte la ferio. Né cadde però quella al verde smalto, ma, ripigliato vol, più prestamente si dipartia per cessar l'altro assalto.

Ma il fuggir non le giovò niente, ché la seconda volta fu ferita, ben ch'ella sostenesse fortemente. E, pur ripreso il volo, fu salita

più alta che non era assai in prima, tanto ch'agli occhi d'elle fu smarrita. Era 'l girfalco in parte più sublima di quella assai, e, riferita' lei,

la pinse in parte vie troppo più ima; poi ritornato ancor sopra costei, in sul groppone i forti artigli fisse e giù discese in piè con esso lei.

Presa la preda Caterina sfisse sanguinosi unghioni lui pascendo, allegra in sé delle passate risse. In questo mezzo Verdella, vedendo

levati più malardi, lasciò gire il suo falcon, con l'occhio lui seguendo. E' cominciò quanto poté a fuggire, poi, rivoltato in giù veloce venne,

e un per forza ne corse a ferire. Non gli rimase in sulla schiena penne né pelle che non fosse laniata; e con gli unghion fortemente il ritenne.

Tirollo giù sanza far ritornata in su per più ferir, perché già morto l'aveva pur nella prima calata. Verdella corse là con atto accorto,

riprese quello e recollosi in mano; e a cintola il malardo s'ha attorto. La Lucciola e Giovannola nel piano, sopr'un braccio del chiaro ruscelletto,

tese avean reti, e non miga in pantano. E ciascheduna in mano un bastonetto portava, l'acque dintorno frugando, talor toccando di quel fiume il letto,

e con voci alte talora gridando, con diversi atti, acciò ch'uscisser fuori gli uccei ch'ascosi gian per l'acqua andando. Un marangon, che prima a' lor romori

uscì dell'acqua, nelle reti preso fu, ch'elle tese avean tra l'acque e' fiori. Un paolino ancora vi fu offeso; malardi ed altri uccelli, i qua' contare

lungo sarebbe in ordine testeso, vi preser, sì con senno sepper fare.

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