Caterina Brancazza e la sorella, quasi nel luogo del monte più alto giva ciascuna baldanzosa e snella, e due tigre leggere, che di salto
forte fuggivan, salendo trovaro, alle quali esse e i can dieron l'assalto. Per lungo spazio queste seguitaro ma alla fin le presero i can loro,
perché in tese reti elle incapparo. Gioconde si tornaron poi costoro, liete di preda tanto nominata qual quella fu che fu presa da loro.
Isabella Scrignara e sua brigata (con la qual giva Ceccola Mazzone con la Mignana insieme accompagnata, Isolda ancor di Giaquinto vi fune,
Vannella Gambatella e Caterina figlia di notar Iacopo Roncione, e con loro Alessandra) s'avvicina, e simil fa Linella, verso il monte
ch'all'occidente i suoi vallon declina. Ceccola prima con ardita fronte prese il cammin, né ristette giammai fin che su la portar le gambe pronte.
Ed eravi già istata suso assai, chiamando le compagne e rimirando s'alcuna fiera fosse fra que' mai; e un fiero cinghiar, che riposando
si stava, in una macchia vide fitto, forse cacciato, inverso lei guardando. Andonne questa a lui tutto diritto, e 'n sulla testa il ferì d'una scure
sì forte che morì sanza respitto. Mignana ed Isabella nelle dure piagge avean tese reti e gian dintorno frugando con baston le grotte oscure.
Con esse era Vannella; ed in quel giorno preser conigli assai e lepri grosse, e 'ndietro si tornar sonando un corno. Ma Isolda di Giaquinto percosse
sì forte un lupo da due can tenuto con un baston, che mai più non si mosse. Ma dopo, sé rivolta, ebbe veduto un altro con due figli; onde a gridare
incominciò: «Compagne, aiuto, aiuto!». Linella corse là, sanza più stare, con due gran cani e con un arco in mano, e Alessandra ancor vi volle andare.
Aperse l'arco quella e non invano: ché l'un de' tre ferì sì che rimase, e' cani assalir l'altro a mano a mano. Fuggissi il terzo, e Alessandra invase
con uno spiedo in man quel che tenieno i can feroci per l'orecchie rase, e quasi morto già fra lor l'avieno; questa il condusse a fine, e, preso lui,
con le compagne insieme sen venieno per pigliar posa degli affanni sui.
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