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1313–1375

Canto IV

Giovanni Boccaccio

La bella donna, il cui nome si tace, con un'aquila in man prese la via su per lo monte ch'al mezzodì giace. Zizzola e Ciancia menò in compagnia,

e dopo queste la Principessella; Beritola Carafa le seguia e Berita Brancazzi gia con ella, e Sobilia Capece con Berarda

e Caterina a Berita sorella. Ciascuna presta, gioconda e gagliarda, cantando andavan di dietro a colei che nel viso d'amor sempre par ch'arda.

Non fu salita molto alto costei, ch'a sé lontano vide uno animale fiero ed ardito e presto sopra i piei. Acciò nuocer potesse né far male,

sé e le sue ritrasse in salvo loco e l'aquila lasciò, le cui fort'ale la trasportaron quasi infino al foco, e poi, rivolta in giù, venia rotando

e discendendo sé a poco a poco. Fra gli albori e le frondi folgorando, percosse quella sì ferocemente, che dal capo alla coda laniando

l'andò la pelle con l'unghion tagliente, e risalita ancor la riferio un'altra volta vie più fieramente. La variata lonza, che sentio

fieri colpi, in terra si distese e quivi dibattendosi morio. La bella donna il forte uccel riprese ed alla lonza trasse il caldo cuore

e l'aquila pascé; e poi discese del monticel, faccendo un gran romore Zizzola e Ciancia, e dicean: «Piglia, piglia!», dietro ad un bianco cervio, che di fore

d'un cespuglio fuggiva a maraviglia per molti can che dietro si sentia, de' qua' ciascuno a prenderlo si spiglia. Ma Ciancia, che conobbe la sua via,

traversò il monte e riuscigli appresso sopra uno balzo ove 'l monte finia; e poi ch'ell'ebbe all'arco lo stral messo, ch'ella portava in mano, apersel forte,

e lui ferì in quello punto stesso. Quivi, vermiglio ritornato, a morte ferito si sentì, né più potero portarlo avanti le sue gambe accorte.

Zizzola si tornò per lo sentiero e richiamando i can sonava un corno, fin che di loro il numero ebbe intero. Così andando e mirandosi intorno,

due volpi vide, e ciascuna fuggendo andava a fare a sua cava ritorno. Tanto le gio Zizzola seguendo, che prese quelle e ver la donna onesta

se ne tornò, di questo in sé ridendo; e quella ancor di ciò si fece festa.

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