Tanto è, Amore, il bene
ch'io per te sento, e l'allegrezza e 'l gioco,
ch'io son felice ardendo nel tuo foco.
L'abondante allegrezza ch'è nel core,
dell'alta gioia e cara
nella qual m'hai recato,
non potendo capervi esce di fore,
e nella faccia chiara
mostra 'l mio lieto stato;
ch'essendo innamorato
in così alto e raguardevol loco,
lieve mi fa lo star dov'io mi coco.
Io non so col mio canto dimostrare,
né disegnar col dito,
Amore, il ben ch'io sento;
e s'io sapessi, mel convien celare;
ché, s'el fosse sentito,
torneria in tormento:
ma io son sì contento,
ch'ogni parlar sarebbe corto e fioco
pria n'avessi mostrato pure un poco.
Chi potrebbe estimar che le mie braccia
aggiugnesser già mai
là dov'io l'ho tenute,
e ch'io dovessi giunger la mia faccia
là dov'io l'accostai
per grazia e per salute?
Non mi sarien credute
le mie fortune; ond'io tutto m'infoco,
quel nascondendo ond'io m'allegro e gioco.