Amico, se tu vuogli avere onore o signoria di terra, con volontà fa guerra e co' ragione pace:
a questo modo è l'uom signor verace. Bisogna all'uom, che vuol avere effetto di cosa alcuna, saper la ragione del disiato fine: avrà diletto
dopo 'l saper se fa l'operazione; come sta sopra sol per la ragione d'ogni brutto animale l'uom ch'è razionale,
così l'uom, ch'a dovere vive, e' sta sopra' servi del volere. Creder non dei ch'alcun per gran lignaggio di signoria ricever debba onore,
ché da natura non procede omaggio, ma vizio servo, e virtù fa signore: ché Dio libertà mise in uman core e discrezion ch'elegga
lo bene e 'l mal corregga, onde chi sé non doma convien di servitù che porti soma. Da gran necessità el male ordinato
e 'l ben disposto al signor fue sommesso, a ciò che di vertù fosse esaltato lo buono, e 'l rio punito de l'eccesso; fu solo a quel signor regnar comesso
che visse virtuoso, sanza ordine abandona la signoria e servitù lo sprona. E ragion dei e ordine servare
po' che da lor procede signoria: invoca Idio dunque nel cominciare, e 'l tuo volere a te non soprastia, e se hai cupidità, cacciala via,
e sieti sempre dura: se già nolla sicura ragion tua cominciata, nolla seguir, s'è non ben cominciata.
Fa che ti rechi dentro dalla mente lo peso che portar dei sopra ispalle, e l'ordine dispon primieramente lo qual servar farai per ogni calle,
ché leggermente da mont'e da valle colui sale e discende che ben provede e 'ntende ciò ch'essergli può incontro
Gravi compagni a' tuo consigli eleggi, savi che d'esso 'ficio sieno isperti, e famigliar, che quando gli correggi, contra tua voglia già nessuno concerti
e tu di gastigargli non ti perti: questo vidde congiunti ché, perché non sono punti de' falli gastigati,
molti signori han già vituperati. Habito prendi ch'a tua dignitade s'avenca: in signor vole apparenza. Usa costumi di nobilitade
entro, benché non sien di vile essenza; e' famigliari che tuoi riverenza ti faccin a tutt'ore ma più quando esci fuore:
se non ti riverisce quel d'entro, quel di fuor non t'ubidisce. Il tuo collegio a te spesso raguna; dimanda lor di quel che tu non senti,
a ciò che se fallassi in cosa alcuna tu ponga all'ammendar gl'intendimenti. Mostra che' lor consigli ti contenti: non parrà ch'avvalere
tu vuogli nel tuo dire: alcun ben che ti spiaccia, dimostra almen che 'n qualche parte piaccia. Kara ti paia ogni cosa non vile:
voglia per buon consiglio sempre fare, siasi chi vuole giovane o sinile, volere d'ogni cosa adimandare: a ciò provedi loco che ti pare
segreto e più adatto per lo miglior del fatto; eleggi tempo e punto coll'uom che alla ragion sia più congiunto.
L'usanza a te di terra sottoposta onorerai non come di villani: fara'ne cortesia, ché poco costa e vale assai, cogli loro anziani,
e simile cogli altri terrazzani: tengonsi ad onoranza, se veggon che possanza gli onori: a te gli trai
e non da men giustizia gli farai. Mira e guarda, se è ispeziale grazia chiesta, che giustizia porti: nolla prometter ma con generale
risposta fa che 'l chieditor conforti: saggio signore ha gli costumi acorti, grazioso in parole, e' fa quel che far vole:
ha lingua graziosa, piacere e giustizia fa in ogni cosa. Non ti turbar per cosa che tu vegga, sì che in giustizia far non fosse errante:
l'altrui fallizie in te virtù non spenga: s'alcun si duol non ne mutar sembiante, che non è sanza pace e giustizia verace;
e l'uom che l'ira tiene vero conoscimento non mantiene. Ordina il vero della tua famiglia sì ch'abbi il suo bisogno la natura:
e secondo il salaro l'assottiglia che troppo e poco non sconci: misura e tempo e modo d'avere procura; veduto è dell'assai
aver tormento e guai, e del poco ordinato venir letizia, per tal modo, e stato. Paia tua faccia e 'l viso sempre chiaro
a mensa, e non garrir per masserizia: sovente el vino dolce 'venta amaro, quando chi 'l dà ne dimostra tristizia; se poc'ha' ispenditore in avarizia,
o per la spesa larga contra dovere isparga, e aveditene a mensa, in altro loco d'amendarlo pensa.
Quando bisogna, fa ciascun servire, secondo e gradi, a mensa, in ogni loco: dimolte cose, ch'a viltà t'è dire, falle 'l donzello e 'l berroviere e 'l cuoco:
lo proveder bisogna è cosa poca e fan per te onore; se mancan di signore è talor troppo danno:
credi ch'i' so come le cose vanno. Ricorda all'offizial che fermo credi che 'n tutto sia leal suo portamento: sollecito lo fa, ispesso lo vedi;
gli famigliar, fatto 'l comandamento, prima ch'a Dio non faccian spiacimento, secondo suo timore, a te facciano onore:
amico mio, fratello, l'un l'altro mischia non facci con ello. Strigni che gioco né furto si faccia in casa, e nollo rompan con puttane:
fuor modo el mormorio in tutto si faccia onde procedon solo cose vane: e tu provedi di sira e da mane, e fredda lor bisogne
secondo ragion pogne: mira poi più cagione: a chi fallasse, dagli punigione. Tenga ciascun sue arme apparecchiate,
sia presto ov'è bisogna d'ubbidire, per esseguir le cose comandate; sanza persona singular servire, a lor non si potrebbe tanto dire;
ma chi non vuol far male, viva netto e leale; non può far se non bene, e se altro fa, non merita gran pene.
Ultimamente, s'ordini e disponi, fa ch'a te stesso non sie mentitore, e fa d'aver onore, e 'l cor proponi: fa che dell'ordin sia el mantenitore.
Saranne per ragion guadagnatore s'al buon consiglio credi e di sé ti provvedi: però che ciò facendo
a casa tornerai d'amor godendo.
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