Rotto è il martello, rott'è quella 'ncugge
che solean fabbricar le dolce rime,
e rotti i folli, rotte son le lime,
e la fucina tutta si distrugge;
il foco più nel suo carbon non rugge,
che riscaldava le materie prime,
di che formando l'opre non sublime,
cantai del falso amor cui ragion fugge.
E però cessa la mia vaga penna
di recar fole con parole vane,
e da così fatta arte si rimane.
Ma della fior soprana di soprane,
che vince l'altre come sauro brenna,
pur tratterò io laude alta e perenna.