Se io credesse, Amor, che in costei
virtute o senno o sentimento fosse,
el fuoco che mi cuoce e che mi cosse,
come tu hai voluto e vo', per lei,
credo con pazienza sofferrei
drieto al dificio ch'amarla mi mosse,
ben che cener già sian le polpe e l'osse,
e lo spirito manchi a' sospir miei.
Ma perch'io veggio suo basso intelletto
nulla sentir che laudevole sia,
contra mia voglia a te sono suggetto;
e poi, sdegnoso, piango il mio difetto,
che la fé donna dell'anima mia,
della qual mai non spero aver diletto.