Se io, che già più giovine provai
d'Amor le fiamme e le saette acute,
ora per morte ora per salute
pregando, a sordo sempre lui pregai,
che dovria sperar ora giammai,
vedendomi le tempie esser canute,
crescer li affanni e mancar la vertute,
che sì di lieve pigliar mi lassai?
Certo null'altro che quello ch'io sento,
disio senza speranza; e di sospiri
cocenti come foco ho el petto pieno.
Dunque la morte sola al mio tormento
può donar pace e finir i desiri,
che per molti anni ancor non vegnon meno.