I' solea spesso ragionar d'amore
e talora cantar del vago viso,
del qual fatto s'avea suo paradiso,
come di luogo eletto, il mio signore.
Or è il mio canto rivolto in dolore
e trasmutato in pianto il dolce riso,
po' che per morte da no' s'è diviso
e terra è divenuto il suo splendore.
Né sarà mai ch'alla mente mi torni
quella imagine bella, che conforto
porger solea a ciascun mio disire,
che io non pianga e maladichi i giorni
che tanto m'hanno in questa vita scorto,
ch'io sento del mio ben fatto martire.