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1313–1375

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Giovanni Boccaccio

Qual donna canterà, s'io non canto io, che son contenta d'ogni mio disio? Vien dunque, Amor, cagion d'ogni mio bene, d'ogni speranza e d'ogni lieto effetto;

cantiamo insieme un poco, non de' sospir né delle amare pene ch'or più dolce mi fanno il tuo diletto, ma sol del chiaro foco,

nel quale ardendo in festa vivo e 'n gioco, te adorando come un mio idio. Tu mi ponesti innanzi agli occhi, Amore, il primo dì ch'io nel tuo foco entrai,

un giovinetto tale, che di biltà, d'ardir né di valore non se ne troverebbe un maggior mai, né pure a lui equale:

di lui m'accesi tanto, che aguale lieta ne canto teco, signor mio. E quel che 'n questo m'è sommo piacere è ch'io gli piaccio quanto egli a me piace,

Amor, la tua merzede; per che in questo mondo il mio volere posseggo, e spero nell'altro aver pace per quella intera fede

che io gli porto. Idio, che questo vede, del regno suo ancor ne sarà pio.

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