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1313–1375

10

Giovanni Boccaccio

S'amor venisse senza gelosia, io non so donna nata lieta com'io sarei e qual vuol sia. Se gaia giovanezza

in bello amante dee donna appagare, o pregio di virtute o ardire o prodezza, senno, costumi o ornato parlare

o leggiadrie compiute, io son colei per certo in cui salute, essendo innamorata, tutte le veggio en la speranza mia.

Ma per ciò ch'io m'aveggio che altre donne savie son com'io, io triemo di paura, e pur credo il peggio:

di quello avviso en l'altre esser disio ch'a me l'anima fura. E così quel'che m'è somma ventura mi fa isconsolata

sospirar forte e stare in vita ria. Se io sentissi fede nel mio signor quant'io sento valore gelosa non sarei:

ma tanto se ne vede, pur che sia chi inviti l'amadore, ch'io gli ho tutti per rei. Questo m'acuora, e volentier morrei,

e di chiunque il guata sospetto e temo non nel porti via. Per Dio, dunque, ciascuna donna pregata sia che non s'attenti

di farmi in ciò oltraggio; ché, se ne fia nessuna che con parole o cenni o blandimenti in questo in mio dannaggio

cerchi o procuri, s'io il risapraggio, se io non sia svisata, piagner farolle amara tal follia.

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