Amor, se 'l giogo ove legato m'hai
per a dietro m'è parso alpestre e duro,
e se gli acerbi e dolorosi lai
molesti al mio miglior gran tempo fûro,
or, che veder m'impetri i chiari rai
ch'apparir fanno il sol turbato e scuro,
dal grave peso uscir bramo non mai,
né rimedio al mio cor lasso procuro.
Anzi dirò come da te deriva
quel vero ben, ch'altrui può far beato
e può serbar nel fuoco, eterno, il ghiaccio.
Stringi dunque ambi duo con egual laccio,
ti prego, e sia ben chiar come sei stato
cagion che lieto eternamente io viva!