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1525–1585

XXXVII

Giovanni Alfonso Mantegna

Se contro del mio cor la tua faretra sgombrasti, Amor, per farmi eterno albergo d'acerba doglia, ond'ho posto io da tergo quanto per forza di ragion s'impetra,

come non rompi la gelata pietra de la mia donna, per cui tante vergo pietose note e col voler pi` m'ergo a pregar lei, né però mai si spetra?

Rendimi una sol volta il chiaro lume di quei begli occhi e di quel vago aspetto, onde di dolce foco arder mi sento, e, visto il santo e 'l suo divin costume,

torna a farmi di duol nuovo ricetto raddoppiandomi ognor pena e tormento.

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