Se contro del mio cor la tua faretra
sgombrasti, Amor, per farmi eterno albergo
d'acerba doglia, ond'ho posto io da tergo
quanto per forza di ragion s'impetra,
come non rompi la gelata pietra
de la mia donna, per cui tante vergo
pietose note e col voler pi` m'ergo
a pregar lei, né però mai si spetra?
Rendimi una sol volta il chiaro lume
di quei begli occhi e di quel vago aspetto,
onde di dolce foco arder mi sento,
e, visto il santo e 'l suo divin costume,
torna a farmi di duol nuovo ricetto
raddoppiandomi ognor pena e tormento.