Se mai in bell'alma ebbe sincera fede
dolce, grato, cortese, almo ricetto,
Formina mia gentil, nel vostro petto
trovar devrìa lieta e tranquilla sede,
perché quando quel sol da me si vede,
che fa sovente a l'altro ira e dispetto,
tosto il misero cor, lasso, è costretto
arder nel suo splendor ch'ogn'altro eccede;
e 'l biondo crin e la serena fronte,
l'arcate ciglia e le vermiglie rose,
e' vaghi accenti ognor mi fanno guerra.
E perc'ha il cielo in voi sola congionte
le grazie, che finor son state ascose,
costretto i' son d'amar voi sola in terra.