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1525–1585

XXXVI

Giovanni Alfonso Mantegna

Se mai in bell'alma ebbe sincera fede dolce, grato, cortese, almo ricetto, Formina mia gentil, nel vostro petto trovar devrìa lieta e tranquilla sede,

perché quando quel sol da me si vede, che fa sovente a l'altro ira e dispetto, tosto il misero cor, lasso, è costretto arder nel suo splendor ch'ogn'altro eccede;

e 'l biondo crin e la serena fronte, l'arcate ciglia e le vermiglie rose, e' vaghi accenti ognor mi fanno guerra. E perc'ha il cielo in voi sola congionte

le grazie, che finor son state ascose, costretto i' son d'amar voi sola in terra.

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