Or l'uscio aprite de l'eterno pianto,
occhi miei lassi al vostro mal sì pronti,
tal che, conversi in duo vivaci fonti,
dolor vi sproni a pianger d'ogni canto.
Par che voleste il sol mirar cotanto
ov'ha gli strali e i raggi Amor congionti,
tal ch'è, pur noto a fiumi, a piagge, a monti
com'in aspro languir rivolto è 'l canto;
perché quel vago, angelico splendore,
che da quei luci uscì, fu il dardo e 'l ghiaccio
ch'entrò da voi per impiagarmi il core.
Ond'io col sospirar mi struggo e sfaccio,
senza aver speme di placar l'ardore,
né che sia dal mio cor disciolto il laccio.